Alcol: aumenta il consumo tra i giovani. Parte il progetto “I love me”

Aumenta in Italia il consumo di alcol occasionale e fuori dai pasti. Un’abitudine ancora più dannosa e rischiosa per la salute. È quanto evidenzia una Relazione del Ministero della Salute. Sono 8,6 milioni gli italiani a rischio per l’eccessivo consumo. Le fasce di popolazione più interessate sono i 16/17enni e i cosiddetti giovani anziani tra i 65-75 anni.

In particolare tra i giovani e i giovanissimi cresce l’uso del binge drinking, ovvero l’abitudine di assumere una gran quantità di alcol fuori dai pasti e in un breve arco di tempo. Questa abitudine “rappresenta quella più diffusa e consolidata”: nel 2015 il fenomeno riguardava il 15,6% dei giovani tra i 18 e i 24 anni, nel 2016 siamo arrivati al 17%.

L’alcol oggi è la prima causa di morte tra i giovani italiani tenendo conto degli incidenti stradali. Il 17% delle intossicazioni per alcol nei pronto soccorso riguarda ragazzini sotto i 14 anni, il 41% degli adolescenti dichiara di conoscere almeno un compagno di classe che ha “problemi con l’alcol. È quanto spiega Emanuele Scafato,  l’epidemiologo che dirige l’Osservatorio nazionale ‘alcol’ all’Istituto superiore di sanità.

“I ragazzi non solo bevono, ma bevono per ubriacarsi – spiega Scafato – È un trend nazionale che ha cominciato a risalire, quindi bisogna intervenire presto per scongiurare coma etilici e intossicazioni”.

Per sensibilizzare le nuove generazioni sulla pericolosità delle sostanze di abuso – alcol, droga e fumo – è stato lanciato in Umbria il progetto “I love me” rivolto a studenti delle scuole primarie e secondarie di primo e di secondo grado e ai loro genitori e insegnanti. L’iniziativa prevede incontri, dibattiti, attività e laboratori con i bambini e ragazzi. Verrà realizzato anche un portale web per condividere informazioni con i partecipanti, e raccogliere e dare visibilità ai loro contributi.

Il progetto “I love me” è realizzato dalle Associazioni Aronc, Giacomo Sintini e Sostare in collaborazione con la Regione Umbria, il dipartimento di Radioterapia Oncologica dell’Ospedale S. Maria della Misericordia di Perugia, dell’Università degli Studi di Perugia ( Facoltà di Medicina e Chirurgia), dell’Ufficio Scolastico Regionale Umbria, dell’Ordine dei Medici Umbria, del Comune di Perugia, del CONI Umbria e della Federazione Italiana Gioco Calcio con il sostegno economico della Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia.

“Abbiamo individuato nei giovani il target dei progetti che la Regione Umbria sta sostenendo, perché educare un ragazzo, per quanto difficile, può dare risultati molto più importanti rispetto al tentativo di sensibilizzare degli adulti”, ha spiegato l’assessore regionale all’istruzione, Antonio Bartolini. “In questi ultimi spesso infatti le condotte legate ad alcol, fumo e droga sono ormai così consolidate da rappresentare abitudini difficilmente modificabili. Al contrario i giovani sono ancora ‘materia plastica’, che permette ampi margini di modellamento, a patto di utilizzare un linguaggio o delle modalità consone con la specifica età”.

“L’attività di sensibilizzazione e corretta ed adeguata informazione su quelli che sono i pericolidell’adozione di comportamenti a rischio riguardo a fumo, alcol e droga – conclude Bartolini – potrà portare ad una maggiore consapevolezza, e quindi essere veicolo per un percorso di riduzione, o eliminazione, di tali condotte. Inoltre una persona adeguatamente informata può a sua volta divenire parte attiva nel processo di propagazione delle conoscenze”.

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