Test medicina: 90 mila aspiranti medici

Al via questa mattina i test per accedere ai corsi di laurea in Medicina e Odontoiatria. In circa 90 mila sono entrati nella aule delle università italiane per aggiudicarsi uno dei 10 mila posti disponibili: un posto ogni 9 candidati.

Gli aspiranti medici e odontoiatri hanno a che fare con una prova unica per i corsi di Medicina e Odontoiatria. Il contenuto della prova è identico per tutte le Università sul territorio nazionale ed è stato predisposto dal Miur tramite una commissione di esperti, costituita con decreto ministeriale. Il test, della durata di due ore, consiste in 80 quesiti che presentano 5 opzioni di risposta. Gli argomenti dei test sono cultura generale e ragionamento logico (40); biologia (18); chimica (11) e fisica e matematica (11).

Ogni anno i quesiti suscitano accese polemiche. Spesso si contesta il contenuto “troppo nozionistico”, la propensione ad infierire con domande umanistiche troppo specifiche, la scarsa presenza di quesiti scientifici più confacenti alla cultura di base che dovrebbe avere un futuro medico. Il Consiglio Universitario Nazionale (Cun) ha fatto sapere che quest’anno saranno meno numerose le domande di tipo nozionistico e sarà dato più spazio invece ai quiz di logica.

Secondo il presidente del Cun, Andrea Lenzi, “è necessario aumentare le immatricolazioni” di Medicina, perché “con i circa 9 mila immatricolati di questa tornata possiamo prevedere nel 2017 circa 8 mila laureati. L’università italiana è in grado di accogliere 11 mila immatricolazioni, che garantirebbero 10 mila nuovi medici all’anno necessari per essere a regime entro il 2018”.

Contro i test di ammissione si è espressa l’Unione degli Universitari che, come spiega la stessa Udu in una nota, “è stata presente in 30 città italiane per ribadire un fermo no al numero chiuso. Questo sistema iniquo basato sullo sbarramento dell’accesso al sapere tramite 80 quesiti a risposta multipla, 80 croci sul nostro futuro, come sempre viene combattuto dal sindacato universitario”.

Da Padova a Catania “’abbiamo distribuito le guide per un test sicuro e come sindacato studentesco aspettiamo la fine dello svolgimento dei test per raccogliere le sempre presenti segnalazioni di irregolarità. A Firenze studenti in fila per i test sotto il diluvio. A Perugia sedie all’ombra per i familiari che come ogni anno supportano i figli nella pazza roulette dei test”..

L’Unione degli Universitari ha poi annunciato la sua presenza “fuori da ogni test per vigilare sul corretto svolgimento delle prove e per ribadire il no al numero chiuso e per far partire fin da subito i primi ricorsi”.

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